digitale in piemonte: proteste e dubbi

dvb-decoderEcco solo alcuni dei messaggi che circolavano ieri sui forum da parte di utenti a dir poco disorientati:

…ma perchè non prendo rete 4 sul digitale?mentre rai 2 lo vedo solo più in digitale?rete 4 mi è rimasto analogico..

sull’alto lago maggiore provincia di Verbania zona di confine con la Svizzera paese Cannobio e limitrofi non si vede più niente né in digitale né in analogico! che e successo?

come mai sull’analogico lo vedo ancora rete 4 e sul digitale no??sono di chivasso prov di torino.

Ma che combinano a Mediaset non si vede piu niente…

Per molti piemontesi la giornata di ieri è cominciata male. La rivoluzione digitale ha cancellato in una notte la televisione pubblica.

In internet è esplosa la protesta: «Vergogna», «Uno scandalo», «Non pagherò più il canone!». Ma anche all’ufficio Rai di via Verdi dov’era possibile ottenere consigli, avere spiegazioni, e – per molti – anche sfogare la propria rabbia, c’è stato grande affollamento e agitazione.

Ora dopo ora i messaggi di protesta si sono moltiplicati,  ma grazie alla solidarietà online molti sono riusciti a risintonizzare gli apparecchi e a far comparire i quattro canali Rai.

Risintonizzare è stata la parola d’ordine, ma ha scatenato tante lamentele: «inaccettabile la mancanza di informazione della Rai – si legge ancora in rete – dovevano avvisare gli utenti che sarebbe stato necessario risintonizzare i canali dopo lo switch off».

Bisognava risintonizzare i canali come se il decoder o il televisore fosse stato appena acquistato, solo in questo modo è stato possibile memorizzare finalmente i quattro canali Rai in digitale.

Ma i dubbi non sono finiti, e nemmeno le proteste, si scopre infatti che i dvd recorder e i videoregistratori che non hanno il tuner digitale terrestre incorporato non funzioneranno più e non si potrà più registrare col timer.

La Confederazione Nazionale dell’Artigianato ha spedito al ministero un tariffario per evitare speculazioni degli antennisti che dovranno riorientare le antenne nei prossimi mesi, con la raccomandazione di rivolgersi a personale in possesso dell’abilitazione.

E’ facile prevedere che quanto accaduto rappresenta solo un assaggio delle polemiche e dei disagi di una transizione destinata a protrarsi fino al 2012 nelle diverse regioni d’Italia.

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